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L’impatto della tracciabilità dei pagamenti sul settore turistico

Mar 20, 2012   //   by Francesco Soro   //   Blog, Pubblicazioni  //  No Comments

Articolo pubblicato su Techeconomy il 19/3/2012

Di recente abbiamo proceduto ad un’analisi delle opportunità apportate al settore del  dalle innovazioni legate al web 2.0 evidenziando come, senza un’opportuna ricognizione degli strumenti a disposizione, raccogliere la sfida del rilancio economico passando per il settore del turismo sarà davvero difficile.

È per ragioni opposte che oggi torniamo ad affrontare il tema, dichiarando da subito che andremo controcorrente, anche rispetto ai nostri pensieri iniziali.

Com’è noto, il D.lgs. 6 dicembre 2011, n. 201 – meglio noto come “manovra Monti” – ha introdotto novità in ordine alla tracciabilità dei pagamenti il cui contenuto è noto ai più ma le cui conseguenze sull’economia reale si stanno palesando solo con il passare delle settimane, suscitando qualche riflessione.

Il dispositivo cui ci riferiamo è quello contenuto nell’art. 12 del decreto, che fa divieto di acquistare merce o pagare tramite denaro contante servizi di valore superiore ad euro 1.000.

Per settimane, le polemiche legate al conseguente obbligo per i pensionati di aprire un conto corrente hanno avuto risalto costante tramite notiziari e stampa quotidiana, nessuno, però, aveva immaginato che i primi a risentire di tale limitazione sarebbero stati gli addetti ai lavori dell’industry alberghiera.

Attualmente il settore del turismo, in calo sul fronte della domanda interna, vive un momento di crescita – del 3%, per l’esattezza – grazie ai visitatori esteri. Sebbene si registri un incremento del numero di visitatori provenienti dagli Stati Uniti, la cui domanda si attesta sul 4% del totale, è un dato incontestato che l’Italia debba rivolgere la propria attenzione anche, e soprattutto, su altri paesi, adeguando la propria offerta in modo da incrociare i flussi prevalenti e le preferenze dei nuovi mercati.

Oggi, infatti, sono le popolazioni provenienti dai cosiddetti Paesi emergenti  (Brasile, Russia, India e Cina), con una popolazione complessiva che supera il 40% di quella mondiale, a rappresentare un target imprescindibile per un mercato che voglia definirsi leader nell’ambito del turismo: secondo i più recenti dati resi noti dall’Istat, le presenze in Italia di turisti provenienti dalla Cina nel 2010 sono state oltre 1 milione e mezzo, in salita del 20% rispetto all’anno precedente, mentre le presenze di turisti russi sono state oltre 4 milioni e 200 mila, in crescita del 22% rispetto al 2009. Secondo lo stesso Ministro Piero Gnudi, intervistato dal Sole24Ore, peraltro, «a quota di mercato costante, i flussi possono portare il contributo del settore al PIL italiano dall’attuale 13%, al 18% nel 2020, con la creazione di circa 1,6 milioni di posti di lavoro».

Date tali premesse, riteniamo, dunque, doveroso tentare di chiarire gli aspetti fondamentali del nesso tra manovra Monti, crescita del turismo e tecnologia.

Secondo l’International Trade Organization, nonostante i tassi di crescita economica galoppanti, il livello di adozione degli strumenti di pagamento elettronico nei Paesi BRIC è inferiore a quello di molte altre Nazioni, incluse alcune del continente africano. Se negli Stati Uniti in media ogni abitante possiede 2.5 carte di credito o bancomat, in Giappone 1.7 e nel Regno Unito 1.4, in Cina ne esistono solo 0.03 pro capite e in India e in Russia lo 0.02. Questo vale a dire, in altri termini, che la soglia di 1000 euro per l’utilizzo del contante, introdotta dalla manovra Monti, rischia di rappresentare un elemento respingente proprio per i turisti che ci proponiamo di intercettare, quelli provenienti dai Paesi con maggiore crescita economica.

Un fattore a-competitivo, insomma, che davvero non possiamo permetterci. Occorre pertanto individuare soluzioni normative che, da un lato, consentano agli operatori turistici italiani di poter diversificare il trattamento nei confronti dei visitatori provenienti dai Paesi con scarsa o nulla propensione all’uso degli strumenti elettronici di pagamento e, dall’altro, consentano di temere ferma la ratio del provvedimento, dunque la sua finalità anti evasione. Si potrebbe, ma è solo uno degli esempi possibili, vincolare la struttura turistica a versare, entro il giorno lavorativo successivo, le somme ricevute in contanti sul proprio conto corrente.

Un ripensamento del Governo sull’abbassamento della soglia dei mille euro per il settore alberghiero, insomma, potrebbe rendersi davvero necessario. In mancanza di un intervento, infatti, gli imprenditori potrebbero reagire con pratiche elusive della legge per permettere a chi non possiede una carta di credito – cinesi e russi in primis – di pagare in contanti.

Non solo. Nel peggiore dei casi le nuove limitazioni introdotte potrebbero finire per soffocare un proficuo segmento di mercato.

Turismo 2.0: i social site e i numeri del successo

Mar 1, 2012   //   by Francesco Soro   //   Blog, Pubblicazioni  //  No Comments

Articolo pubblicato su Techeconomy il 28/2/2012

Nel precedente articolo avevamo analizzato, numeri alla mano, il crescente peso nell’industria del dell’utilizzo dei social network site. Oggi la riflessione si sposta proprio su quei siti che hanno fatto dell’esperienza diretta dell’utente nel pre e post viaggio, la loro fortuna.

Con più di 50 milioni di visitatori unici al mese, 20 milioni di iscritti e oltre 50 milioni di recensioni TripAdvisor è la più grande community di viaggiatori per recensire alberghi e ristoranti sparsi in tutto il mondo ed è il primo sito web consultato da chiunque decida di intraprendere un viaggio. I dati più recenti diffusi dall’azienda parlano di 2500 recensioni online pubblicate ogni minuto. È la natura stessa del sito, quindi, a creare l’effetto “buzz”, una sorta di passaparola online, vitale per la promozione di strutture alberghiere situate in destinazioni meno convenzionali che godono quindi di scarsa  visibilità, come molti degli 8.092 comuni italiani – patrimonio artistico e culturale del nostro Paese.

E se fino a poco più di un decennio fa organizzare una vacanza fin nei minimi dettagli significava affidarsi a un’agenzia di viaggi, oggi anche al turista più apprensivo sarà capitato di prenotare una vacanza attraverso siti internet che permettono di programmare tutte le fasi e i momenti del viaggio. In questa direzione stanno andando molte piattaforme, tra cui Expedia, una società leader a livello mondiale nel settore del turismo. Fondata nel 1996, Expedia è stata la prima società di e-travel e oggi offre un servizio a 360 gradi: dalla prenotazione dei biglietti aerei, all’assicurazione di viaggio in caso di mal tempo, all’acquisto di biglietti per i musei. Le ragioni del successo sono evidenti: flessibilità, possibilità di personalizzazione dei viaggi e immediatezza delle transazioni. E per ogni utente soddisfatto c’è un imprenditore più vicino al suo mercato.

Potenzialità che gli italiani conoscono bene. Italiano è stato infatti il nucleo fondante di Venere.com, il primo prototipo di sito internet per la prenotazione alberghiera, che rappresenta ancora oggi una delle principali (e troppo poco raccontate) storie di successo dell’economia digitale italiana.

Obiettivo dell’utente è anche quello di accaparrarsi la migliore offerta per visitare una meta turistica e GrouponLetsbonus ePrezzoFelice sono solo alcuni dei siti che accorrono in soccorso. Pensare però che queste realtà si rivolgano esclusivamente ai turisti dal portafoglio sottile sarebbe un errore imperdonabile. Infatti, se è vero che cresce esponenzialmente l’interesse per le offerte online, è importante evidenziare che è soprattutto vivo e crescente l’interesse degli operatori del settore che riconoscono il valore di un’appetibile vetrina di marketing e promozione a bassissimo costo ma ad altissimo potenziale: Groupon, per esempio, è un’azienda che commercializza offerte a 150 milioni di consumatori ogni giorno. “Nessuna altra compagnia al mondo ha la capacità di raggiungere un’audience così vasta”, sottolinea Boyan Josic, chief executive di DailyDealMedia.

Quello che questi siti permettono di fare è di lavorare in maniera più efficiente riducendo i “periodi morti”. In quest’ottica una struttura alberghiera può ottimizzare il flusso di clienti nei “periodi morti” e ammortizzare meglio i costi di gestione, può accattivare clientela con un trattamento scontato per poi convincerla a tornare pagando il prezzo pieno, attirare clientela giovane (il 68% degli utenti di Groupon ha fra i 18 e i 34 anni) e generare il passaparola digitale: il 95% delle imprese coinvolte dichiara di aver tratto benefici dalla visibilità, tanto da voler reinvestire.

E ancora: AirBnb è un sito che si propone come intermediario per far incontrare la domanda e l’offerta delle case-vacanza; un servizio di successo e allettante per entrambi i soggetti coinvolti: chi offre case o camere in affitto trova ospiti con facilità, mentre l’affittuario ottiene prezzi stracciati. Così facendo, in alcuni casi per l’utente la destinazione assume persino un’importanza secondaria rispetto all’aspetto economico: la città e la sua immagine si riflettono attraverso le strutture alberghiere ma, probabilmente, grazie a realtà come queste il turismo continua a essere, nonostante la crisi, uno dei motori di traino dell’economia mondiale.

Sono solo alcuni esempi delle potenzialità infinite dell’ al servizio del turismo. Un elenco non certo esaustivo ma concreto che ogni manager del settore turistico, pubblico o privato che sia, deve conoscere prima di pianificare gli anni a venire. Prima di decidere se, e in quale direzione, investire.

Innovazione e social media come fattori di crescita per il turismo

Feb 7, 2012   //   by Francesco Soro   //   Blog, Pubblicazioni  //  No Comments

Articolo pubblicato su Techeconomy il 6/2/2012

Austerità e crisi verranno senza dubbio ricordati come il leitmotiv di dell’anno appena passato e di questo inizio 2012 eppure c’è un settore che, dopo una quasi doverosa battuta d’arresto, sta risalendo la china.

I dati degli ultimi mesi del 2011 lasciano infatti sperare che, anche se a un ritmo lento, il turismo internazionale continuerà a crescere nel 2012. Secondo l’Organizzazione mondiale del turismo (OMT), i viaggiatori sono complessivamente cresciuti del 4,5% nei primi otto mesi del 2011, raggiungendo un totale di 671 milioni (29 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2010) e, sebbene gli ultimi mesi del 2011 abbiano registrato un lieve rallentamento, le proiezioni indicano che l’anno si chiuderà con una percentuale di crescita tra il 4% e il 4,5%. Ancor meglio l’Italia: +7,3% degli arrivi e +5% delle presenze estere, secondo i dati provvisori Istat illustrati recentemente dal Commissario dell’Enit.

Incrociando questa premessa con i dati messi a disposizione dall’Osservatorio e-commerce del Politecnico di Milano, per i quali il turismo rappresenta il 49% della spesa online degli italiani (4,1 miliardi su 7,9), si comprende come le ulteriori potenzialità del settore turistico di incidere sul Prodotto Interno Lordo del sistema Italia dipendano molto anche dalla capacità che gli operatori del settore dimostreranno nel saper sfruttare al meglio le novità che la tecnologia propone.

Il mercato è aperto, evidenziando flussi di sicuro interesse e di possibile diversificazione dei target. Per rimanere nell’ambito europeo, i recenti dati dell’Eurobarometro della Commissione Europea mostrano che l’utenza italiana è in linea con la media europea quanto ad autonomia di organizzazione (a fronte della media europea del 57%, il 54% degli italiani organizza personalmente le proprie vacanze). Ma mettono soprattutto in risalto l’autonomia dei consumatori dei mercati emergenti: 80% in Turchia; 79% Islanda; 78% Croazia; 77% Romania; 76% Ungheria. Numeri in costante crescita. Così come increscita è anche la quota (45%) dei turisti europei (+7% in tre anni) che tende ad affidarsi ai dettagli di viaggio – dalla meta all’alloggio – socializzati in rete e/o sui social network. E’ un trend di crescita durevole, che evidenzia un target da aggredire ben preciso per gli addetti ai lavori del settore turistico italiano, pubblici e privati.  Un target che si può raggiungere soltanto attraverso l’: di processo e di prodotto. Modernizzazione e tecnologia come chiavi per guadagnare le nuove quote di mercato in espansione.

Cosa è accaduto di così rilevante da determinare il nascere e l’affermarsi di un’abitudine tanto diversa dal consueto modo di prenotare, e poi  vivere,  la vacanza? La risposta di per sé è semplice ma non per questo banale: il web 2.0 con tutto il suo bagaglio di condivisione, scambio e produzione dal basso dei contenuti, supportato dai social media.

Il web 2.0 e la facilità di utilizzo dei media sociali  (dai blog a Facebook) ha fatto sì che gli utenti, prima passivi destinatari di servizi, siano diventati attivi fruitori, dotati di spirito critico e impegnati in prima linea anche nella produzione di contenuti,  user generated content. Una rivoluzione per l’impresa, per la pubblica amministrazione, che non possono più rinviare la loro capacità effettiva di entrare in sintonia con la cultura partecipativa della rete, implementando un sistema integrato di Social Customer Relationship Management che utilizzi i social media per monitorare costantemente le reazioni dell’utenza, per ascoltare, raccogliere idee e suggerimenti al fine di una maggiore fidelizzazione e di un miglioramento dell’offerta.

Peraltro, il turismo 2.0, ancor più che internet in senso ampio, ingloba ormai le tre fasi dell’esperienza di viaggio: la pre-esperienza, costruita attraverso le storie di altri viaggiatori, prima della partenza; l’esperienza di viaggio vera e propria, oggi sempre più spesso condivisa in tempo reale attraverso i dispositivi mobili; la post-esperienza, ovvero l’insieme di attività con cui il turista offre commenti, recensioni e valutazioni dei luoghi in cui è stato – alberghi in primis – per condividere la propria esperienza di viaggio, positiva o negativa che sia e offrire contenuti che possano rendersi utili ai prossimi viaggiatori.

Prossimamente analizzeremo più da vicino proprio i siti web che, negli anni, hanno favorito questo cambiamento.

Corecom Lazio: Bilancio di mandato 2008-2013

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