Tablet tv e Tv lineare: analisi delle curve di ascolto

Oct 17, 2011   //   by Francesco Soro   //   Blog, Pubblicazioni  //  No Comments

Articolo pubblicato su Next Tv del 17/10/2011

Appena 3 mesi fa BBC ha lanciato la versione internazionale del suo servizio di catch up TV: l’acclamato, sebbene ancora assai poco imitato, iPlayer. Undici le nazioni, Italia inclusa, dove è possibile accedere in streaming on demand alla programmazione del broadcaster di Sua Maestà la Regina.

Se in patria l’iPlayer è gratuito, in quanto finanziato dal canone, nonchè fruibile da un’ampia congerie di device Internet-connessi, in Europa utilizzarlo costa 7 euro al mese, ma soprattutto è un “lusso” limitato ai possessori di iPad. Per ora i modelli con sistema operativo non-Apple, Android in primis, sono tagliati fuori. Dunque tablet, e non pc o Connected TV con i loro spesso confliggenti standard tecnici, come soluzione universale per espandersi su scala globale.

La centralità assegnata dai dirigenti della British Broadcasting Corporation al ruolo dei tablet nel delineare i nuovi confini digitali del consumo di TV si fonda a onor del vero più su proiezioni statistiche che su consolidate realtà di mercato. A Giugno TMT Research/Deloitte parlava di una penetrazione delle tavolette sul mercato britannico inferiore al 2% della popolazione (contro il 5% negli USA). Possiamo immaginare che nel resto dell’Unione Europea lo scenario sia all’incirca equivalente. Benchè i numeri crescano alla velocità della luce, a ritmi da +80% tra un trimestre e il successivo, con segnali a dir poco ottimistici in arrivo da Cina e India (dove il 35% e il 16% degli internauti ha acquistato un tablet negli ultimi 2 anni), al momento il campione d’indagine della TV su tablet si limita a 500.000 / 750.000 inglesi più qualche migliaio di neo-abbonati d’oltre Manica.

Tuttavia, i dati che affluiscono da questo nucleo di early adopter sono inequivocabili: l’epoca del mono-schermo televisivo è giunta al capolinea. Nella nuova era della TV multischermo le trasmissioni BBC ricevono dagli iPad una significativa spinta in avanti. In particolare i contenuti in diretta.

Secondo quanto ha rivelato nei giorni scorsi Daniel Danker, direttore generale della struttura Video On Demand in BBC, mentre l’accesso all’archivio programmi tramite iPlayer per pc è tendenzialmente asincrono rispetto al palinsesto lineare – ovvero il pubblico usa l’iPlayer su pc di pomeriggio e in seconda serata per recuperare le puntate perse, riservando il proprio tempo nel prime time alla cara, vecchia TV e ai nuovi episodi dei suoi show preferiti – per l’iPlayer su tablet si nota un utilizzo simultaneo e parallelo alla BBC lineare, con punte di ascolti negli stessi orari, tra le 20 e le 23.

In parole povere, i tablet non sono percepiti come uno strumento accessorio di catch up TV nei momenti morti dei canali generalisti, bensì come un’estensione da affiancare alla TV in chiaro di prima serata. Una fascia nella quale entrambi gli apparecchi sono quindi accesi contemporaneamente, con tutto quel che ne consegue in termini di potenziale per applicazioni di Social TV e pubblicità interattiva.

L’abitudine a sovrapporre televisione e tablet è stata confermata da uno studio pubblicato da Nielsen sempre negli ultimi giorni. Secondo il gigante delle rilevazioni dell’audience, il 40% dei proprietari di tablet e smartphone ne fa uso quotidianamente mentre è impegnato a guardare la TV. Nel sotto-insieme dei soli tablet owners si sale addirittura al 70% di regolari del multi-tasking «parecchi giorni a settimana».

In prevalenza le attività sono slegate dal contesto delle trasmissioni in onda. Si controlla l’e-mail (60% degli intervistati da Nielsen) e si navigano siti su altri argomenti (46%), in pari misura durante lo lo show e durante i break commerciali. Un dato sorprendente, quest’ultimo, ma in linea con il concetto di multi-tasking: non c’è separazione netta tra i device, si fanno più cose su più device allo stesso tempo.

Nel 42% dei casi si consultano i social network. Assai più le donne (48%) che gli uomini (35%). E qui già è probabile che i due livelli – quello televisivo e quello online filtrato dal tablet – coincidano. Non è chiaro dai grafici Nielsen quanti, in quel 42%, conversano o leggono conversazioni/messaggi su Twitter e Facebook relative al format che stanno seguendo. Sappiamo però che, a prescindere dai social network, il 29% del pubblico cerca con i tablet informazioni sulla programmazione televisiva, presumibilmente su quello che ha visto a schermo un istante prima.

Elevati anche i numeri di chi usa tablet e smartphone per documentarsi meglio su un prodotto reclamizzato negli spot: il 19% setaccia il web per dettagli sulla merce, il 13% per coupon e sconti vari.

Ma cosa spinge gli utenti ad tenere accesi i propri iPad, Xoom, Transformer e Galaxy Tab vicino al telecomando?

Daniel Danker sottolinea due aspetti: «sono facili da usare e personalizzano la TV. Grazie a loro ci incamminiamo verso una nuova fase nello sviluppo dell’iPlayer. Accanto alla funzione storica di piattaforma per la TV time shifted nel daytime e di notte, la tendenza ad adoperare l’iPlayer sui tablet in prima serata ci motiva a sincronizzare gli spettacoli in onda con applicazioni interattive di accompagnamento. On air e online a braccetto vanno così a creare un’esperienza di intrattenimento unica. Non si partecipa più soltanto il giorno dopo, se capita, sul sito o la Fan Page ufficiale; si partecipa in tempo reale, la sera, prestando attenzione ad almeno due schermi in simultanea».

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