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Accesso universale e nuove infrastrutture tecnologiche per un’Italia che conta

Jul 26, 2010   //   by Francesco Soro   //   Media  //  No Comments

Come intende sostenere la diffusione dell’accesso ad Internet?

È una partita in cui i Comitati Regionali per le Comunicazioni, in sinergia con Romani e l’Agcom, possono giocare un ruolo chiave. Conoscono più di ogni altro le difficoltà che incontrano i cittadini a connettersi, perché gestiscono le controversie tra utenti e operatori di telecomunicazione. Proprio partendo da questo elemento di conoscenza, potrebbero essere investiti di una funzione di raccordo fra le diverse realtà esistenti nella PA. Sarebbe fondamentale nell’ottica di minimizzare le risorse e massimizzare i risultati e, al tempo stesso, valorizzare le best practices già presenti sul territorio. Penso ad esempio al caso di “Roma Digitale” dell’amministrazione Alemanno o, andando al nord, all’esperienza della Lombardia, che ha già previsto la copertura totale della Regione entro il 2012. È proprio dai territori, infatti, che può partire il processo di consolidamento della democrazia digitale. E i Corecom, naturalmente, potranno assicurare il migliore supporto tecnico, studiando con le Regioni la fattibilità tecnica ed economica di soluzioni ad hoc per zone rurali e aree montane, come potrebbe essere tanto per fare un esempio la banda larga satellitare.

Noi di Media Duemila abbiamo creato un comitato a sostegno della diffusione delle aree Wi-Fi come indice di sviluppo e soprattutto per combattere il digital divide…

Penso che, per essere uno Stato membro del più grande mercato della banda larga al mondo, l’Italia continui ad evidenziare livelli insostenibili di digital divide: i dati dello scorso maggio resi noti dall’Ue indicano che, laddove la metà degli europei utilizzano Internet tutti i giorni, in Italia solo 1 su 5 sfrutta la Rete per lavorare, studiare, aggiornarsi. In altre parole, mentre il resto d’Europa si accinge ad effettuare il sorpasso con gli Stati Uniti, in Italia lottiamo ancora con un problema generazionale e territoriale. Sono infatti note le criticità legate al tasso di natalità e all’elevata età media della nostra popolazione che rendono difficile la diffusione, e ancor più l’appropriazione, delle nuove tecnologie (tutti hanno un computer ed un cellulare, molti addirittura due, ma in pochi sanno cercare lavoro on line, per esempio); e sono altrettanto noti i drammatici differenziali tra Regioni. Il Wi-Fi, su cui é impensabile non scommettere, deve essere parte di questo processo di rinnovamento culturale. Lo dimostra il successo di ogni iniziativa che va in questa direzione. Basti pensare alla straordinaria metamorfosi di Starbucks, che, scommettendo sull’accoppiata divano – Wi-Fi gratis e caffè, è ormai diventato un luogo cult per migliaia di americani, dove ci si ritrova per mangiare, per divertirsi e persino per lavorare. Sullo sfondo resta poi il Wi-Max, fascicolo che non sarebbe sbagliato riprendere in mano al più presto.

Come favorire la diffusione della cultura dell’innovazione nel nostro Paese?

Non essere i primi della classe ci regala un vantaggio: poterci rifare ai modelli di successo. Credo allora che il nostro Paese debba guardare ai nuovi modelli d’innovazione socio-tecnologica proposti dall’imprenditoria americana. Detto di Starbucks, penso anche ad esempi più vicini a noi come The Hub, Kublai e RewiredState che facilitano la creazione di spazi fisici dove gli innovatori sociali – penso ad imprenditori e liberi professionisti, ma soprattutto ai giovani che cercano un posto dove fare massa critica e far crescere le proprie idee – possano accedere a risorse (Wi-Fi, stampanti, scrivanie…) e al tempo stesso sfruttare l’opportunità di stringere relazioni utili. Dal lato PA ci vuole coraggio perché ogni euro investito in innovazione é un euro in meno da spendere per le sacche clientelari ed è, soprattutto, una moneta lanciata nel futuro. Qualcosa però comincia a muoversi. Rimanendo alle iniziative che conosco più da vicino, la Provincia di Roma, con Zingaretti, ha scommesso sull’installazione di una rete pubblica Wi-Fi a fibra ottica sull’intero territorio della Capitale, creando peraltro sinergie con l’Unione degli Industriali e delle imprese di Roma per privilegiare le zone di interesse produttivo.

Transizione al digitale terrestre, diffusione sul territorio di infrastrutture tecnologiche, banda larga come servizio universale o perdiamo il treno dell’innovazione. A che punto siamo in Italia?

Pur tenendo in considerazione gli effetti della crisi, l’Italia, nel confronto con gli altri Paesi dell’Europa a 27, risulta essere in ritardo su alcuni fronti chiave per la competitività, a parità di contesto economico globale. Io penso che in questo clima di difficoltà e arretratezza ognuno debba apportare il proprio contributo, compresi – anzi soprattutto – i territori e gli enti locali. In questo credo che il ruolo dei Corecom, facendo leva proprio sulla loro prossimità alle constituency, possa contribuire a far fronte all’immobilismo di cui è rimasto vittima il nostro Paese. Per fare un esempio pratico, abbiamo il dovere di aiutare gli addetti del settore radiotelevisivo a rilanciare le realtà dell’emittenza locale e, al tempo stesso, a proiettarsi verso il futuro – il che non può in alcuna maniera prescindere dall’adozione delle tecnologie di ultima generazione. Dobbiamo lavorare a fondo per ampliare la percentuale di connessioni che superano 10Mbps, che oggi è attestata al 18%. 10Mbps sono sufficienti per utilizzare un’applicazione Web, ma ne servono almeno 30 per usufruire di servizi Tv on demand.

intervista di Erminio Cipriano

Fonte: Media Duemila

Francesco Soro presidente del coordinamento nazionale

Jul 20, 2010   //   by Francesco Soro   //   Media  //  No Comments

Francesco Soro (presidente del Corecom Lazio) è il nuovo presidente del Coordinamento nazionale dei Corecom. Soro succede al presidente del Corecom Veneto, Roberto Pellegrini, e resterà in carica per i prossimi 18 mesi.

“Ringrazio i miei colleghi presidenti per la fiducia accordata – ha dichiarato Soro, appena eletto – anche perché avviene in un momento particolarmente delicato. Viviamo in una fase di grandi trasformazioni tanto per l’universo delle telecomunicazioni, quanto per i Corecom, che nell’ultimo anno hanno visto accrescere il loro ruolo grazie al conferimento di nuove deleghe, diventando, come ha ricordato nella sua recente relazione al Parlamento, il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, i garanti e mediatori tra le istituzioni regionali, gli operatori del settore e i cittadini”.

“Le sfide che abbiamo davanti – ha continuato Soro – sono molte. In primo luogo, la transizione al digitale terrestre richiede di accompagnare nel nuovo mondo digitale, ridisegnato dal Decreto Romani, aziende, lavoratori delle tv locali, cittadini e istituzioni locali. In secondo luogo, dobbiamo agevolare la diffusione sul territorio delle infrastrutture tecnologiche, necessarie non solo ad accrescere la competitività delle imprese ma anche a garantire quello che ormai si profilo come un nuovo diritto di cittadinanza: l’accesso alla rete, ad una rete moderna ed efficace”.

“Nel corso di questo mandato – ha concluso Soro – occorre intensificare la già buona collaborazione istituzionale che esiste sia con l’Agcom che con la Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali. La forza dei Corecom è la diretta conseguenza della forza e del ruolo che Agcom e Regioni hanno deciso di conferirgli. Voglio ringraziare, infine, le istituzioni regionali del Lazio, dal Consiglio regionale guidato dall’on. Mario Abbruzzese alla giunta regionale, guidata dall’on. Renata Polverini, con le quali vi è sempre stata una intensa e proficua collaborazione“.

Francesco Soro, 39 anni, romano, avvocato, è presidente del Corecom Lazio dall’ottobre del 2008 nonché componente del Comitato Media e Minori. Fino al 2008 è stato membro di diverse Commissioni ministeriali nonché Presidente del Consorzio Ict, società mista a maggioranza pubblica della Regione Lazio con Alenia Spazio, Iri management, Distretto dell’Ict e dell’Audiovisivo e TecnoPolo. E’ stato Off Counsel per Rossotto & Partners, e in precedenza partner di Sciumè Zaccheo & Associati, dove svolgeva l’attività professionale in ambito litigation e public affairs. Si è laureato con lode all’Università di Roma “La Sapienza” nel 1996, ed è autore di diverse pubblicazioni ed articoli per quotidiani e riviste di settore.

Fonte: Corriere delle Comunicazioni

Corecom: Francesco Soro eletto nuovo presidente del coordinamento nazionale

Jul 20, 2010   //   by Francesco Soro   //   Media  //  No Comments

Francesco Soro, già presidente del Corecom Lazio, è il nuovo presidente del Coordinamento nazionale dei Corecom.  Soro, 39 anni, avvocato,  succede al presidente del Corecom Veneto Roberto Pellegrini, e resterà in carica per i prossimi 18 mesi.

“Ringrazio i miei colleghi presidenti per la fiducia accordata – ha dichiarato il neo-eletto Francesco Soro - anche perché avviene in un momento particolarmente delicato. Viviamo in una fase di grandi trasformazioni tanto per l’universo delle telecomunicazioni, quanto per i Corecom, che nell’ultimo anno hanno visto accrescere il loro ruolo grazie al conferimento di nuove deleghe, diventando, come ha ricordato nella sua recente relazione al Parlamento, il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, i garanti e mediatori tra le istituzioni regionali, gli operatori del settore e i cittadini”.

“Le sfide che abbiamo davanti – ha continuato Soro – sono molte. In primo luogo,  la transizione al digitale terrestre richiede di accompagnare nel nuovo mondo digitale, ridisegnato dal Decreto Romani, aziende, lavoratori delle tv locali, cittadini e istituzioni locali. In secondo luogo, dobbiamo agevolare la diffusione sul territorio delle infrastrutture tecnologiche, necessarie non solo ad accrescere la competitività delle imprese ma anche a garantire quello che ormai si profilo come un nuovo diritto di cittadinanza: l’accesso alla rete, ad una rete moderna ed efficace”.

“Nel corso di questo mandato - ha concluso il presidente – occorre intensificare la già buona collaborazione istituzionale che esiste sia con l’Agcom che con la Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali. La forza dei Corecom è la diretta conseguenza della forza e del ruolo che Agcom e Regioni hanno deciso di conferirgli. Voglio ringraziare, infine, le istituzioni regionali del Lazio, dal Consiglio regionale guidato da Mario Abbruzzese alla giunta regionale, guidata da Renata Polverini, con le quali vi è sempre stata una intensa e proficua collaborazione”.

Fonte: Key4biz.it

Guerra del telecomando, scatta il sondaggio Agcom

May 12, 2010   //   by Francesco Soro   //   Media  //  No Comments

Il rilevamento affidato a una società specializzata sarà effettuato “in tempi rapidissimi”, comunica il Consiglio dell’Authority. I risultati serviranno a stabilire le posizioni dei canali sul telecomando

di Marino Petrelli
Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso di commissionare a una società specializzata un sondaggio tra gli utenti “per verificare, come prescritto dalla legge, abitudini e preferenze dei cittadini in materia di posizionamento dei canali sul telecomando”. Lo comunica una nota che spiega che il sondaggio verrà effettuato in “tempi rapidissimi” per consentire all’Agcom di definire, al più presto e sulla base di dati obiettivi, il piano di numerazione automatica dei canali (Lcn) della televisione digitale terrestre in chiaro e a pagamento.
L’idea di un sondaggio era già stata anticipata ieri quando il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, a margine un workshop alla Luiss sul diritto d’autore in relazione ad internet, aveva detto che “la definizione della numerazione del telecomando della nuova televisione digitale terrestre è una materia delicata e ci sono dei problemi che sono anche differenziati territorialmente”. “Di certo, l’obiettivo dell’Agcom non è la penalizzazione delle emittenti locali con l’avvento del digitale”, aggiunge Calabrò. E a chi gli chiede un giudizio sulle perplessità espresse a tale riguardo, il presidente dell’Autorità risponde che “ogni valutazione rischia di non essere riferita al quadro attuale”. Calabrò ammette, infine, che “c’è una sofferenza, ma il piano nazionale sulle frequenze ci vuole e lo faremo. Dovremo però salvaguardare le diverse posizioni”.
Come è noto, lo schema di numerazione automatica, approvato il 16 aprile dall’Autorità per le comunicazioni, prevede che i numeri sul telecomando dall’1 al 9 vadano ai canali generalisti, quelli dal 10 al 19 alle tv locali ex analogiche “radicate” sul territorio, quelli da 20 a 70 ai canali digitali nazionali, per generi di programmazione, e da 71 a 100 alle altre emittenti locali. Questa bozza ha scatenato le proteste di molti editori locali e la presa di posizione di alcuni presidenti di regioni che hanno chiesto un intervento urgente dell’Agcom. E questo sondaggio pare andare verso la direzione della collaborazione tra le parti.

Un plauso all’iniziativa dell’Agcom arriva dal Corecom Lazio. “Le emittenti locali hanno bisogno rapidamente di un quadro certo e quanto più rispondente alle abitudini e alle preferenze dei cittadini – commenta Francesco Soro, presidente  del Comitato regionale delle comunicazioni -. In particolare, per le tv del Lazio, ormai da 6 mesi all digital, la rapidità di una decisione sull’Lcn è vitale perché può sancirne il rilancio sul mercato o, in alternativa, nel perdurare dell’incertezza, condannarle alla marginalità”.

Fonte: Corriere delle Comunicazioni

Soro: “La politica sostenga lo sviluppo delle tv locali”

Mar 15, 2010   //   by Francesco Soro   //   Media  //  No Comments

Il presidente del Corecom Lazio: “Entrambi gli schieramenti che si candidano a guidare la Regione prestino attenzione a un settore che produce un fatturato di decine di milioni di euro”

di Federica Meta
“Il passaggio al digitale terrestre, ma più in generale le trasformazioni tecnologiche che investono, e ancor più investiranno nei prossimi anni il mezzo che siamo abituati a chiamare televisione, impongono alle tv locali di ripensare il proprio ruolo”. Lo ha detto Francesco Soro, presidente del Corecom Lazio, intervenendo la convegno “Il Futuro dell’industria televisiva nel Lazio” che si è svolto questa mattina a Roma.“Si tratta di una sfida appassionante, sebbene i rischi siano molti. Soprattutto perché questa trasformazione avviene in una fase di profonda crisi economica”, ha precisato Soro. Per questo motivo ha auspicato “coraggio e lungimiranza da parte degli imprenditori televisivi della regione”, e ha chiesto a entrambi gli schieramenti politici che si candidano a guidare il Lazio di prestare attenzione a questo importante settore produttivo. “Parliamo di un segmento industriale che non solo impiega migliaia di lavoratori e produce un fatturato di decine di milioni di euro – ha puntualizzato – ma parliamo soprattutto di un settore che, in particolare fuori da Roma, contribuisce a informare i cittadini e dare visibilità a territori tagliati fuori dai grandi circuiti mediatici”.All’incontro ha partecipato anche il commissario Enzo Savarese che ha annunciato che “nei prossimi giorni il Consiglio dell’Agcom definirà le regole del cosiddetto Lcn”, il posizionamento sul telecomando assegnato alle emittenti.Il Ceo di Magnolia, Giorgio Gori, ha sottolineato come “troppo spesso i palinsesti siano di qualità non eccelsa, fatti di televendite e prodotti scadenti. Occorre lavorare sulla qualità dei contenuti, in modo da consentire al mercato di fare selezione e ridurre il numero delle emittenti laziali, perché obiettivamente 53 sono troppe. Dal punto di vista dell’occupazione, non c’è da temere poiché lo scenario attuale e futuro offrono maggiori opportunità rispetto al passato e la tecnologia può aiutare ad abbattere i costi”.

Al dibattito è intervenuta anche Carlotta Ventura, Media and Sponsorship manager Telecom, che ha evidenziato come “l’imminente arrivo della Iptv complicherà ulteriormente lo scenario. La quota pubblicitaria per le tv locali, già in discesa oggi, andrà sempre più calando e per questo le tv locali dovrebbero ‘verticalizzare’ i propri contenuti, concentrandosi sulle news e sull’informazione più pertinente al territorio di riferimento”.

A sottolineare invece l’eccessivo numero di tv locali, Filippo Rebecchini, presidente Frt). “Ci sono troppe tv locali, molte sono poco collegate al territorio, la qualità dei programmi è assolutamente da migliorare e c’è un problema di concorrenza, messo in tutta evidenza dal contenzioso aperto sulla numerazione, il cosiddetto Lcn. Concorrenza aggravata nel Lazio dal fatto che ciò che accade a Roma è spesso oggetto dell’attenzione dei tg nazionali”, ha spiegato.

Marco Rossignoli, presidente Aeranti Corallo, ha infine espresso grande preoccupazione per il futuro delle tv locali ed ha avanzato tre richieste ai futuri governanti della Regione Lazio. “In primo luogo, pubblicare un bando anche con contributi europei che premi l’innovazione tecnologica delle emittenti, in secondo luogo, non sovrapporsi alla normativa nazionale – ha sottolineato -. Infine, semplificare le procedure burocratiche e i vincoli legati alle frequenze e alle antenne: esiste già un catasto nazionale delle frequenze ed è inutile crearne uno regionale”.

Fonte: Corriere delle Comunicazioni

Rai su Sky? Si avvicina la decisione finale

Dec 9, 2009   //   by Francesco Soro   //   Media  //  No Comments

In corso le trattative per la stipula del nuovo contratto di servizio, in vista della scadenza di quello vigente. La questione più spinosa riguarda la presenza dei canali Rai sulla piattaforma Sky

di Paolo Posteraro
Le trattative per la stipula del nuovo contratto di servizio (il vigente scadrà a fine anno) sono ovviamente iniziate da tempo e due questioni stanno interessando la politica e l’opinione pubblica più delle altre.La prima, e forse la più spinosa, riguarda i rapporti tra la Rai e Sky. Grazie a Tivùsat, la televisione pubblica – che deve essere presente su tutte le piattaforme – è anche sul satellite: può dunque privare Sky delle tre reti ammiraglie? È chiara la posizione del Viceministro Romani, per il quale si tratta di una scelta aziendale “se dare vantaggio ad uno dei suoi maggiori competitor attuali, ovvero Sky” o preferire “una piattaforma gratuita”, cioè Tivùsat. Una scelta in questo senso, però, ha chiarito il presidente dell’AgCom Corrado Calabrò nel corso di un’audizione in Commissione di Vigilanza, sarebbe valutata dall’Authority tenendo conto della diffusione (oggi ancora limitata) di Tivùsat.

Le polemiche, ovviamente, non sono mancate. Per Giorgio Merlo, Vicepresidente della Commissione di Vigilanza in quota Pd, “la televisione pubblica, per sua stessa natura, deve cercare la massima diffusione possibile”. È della stessa opinione il Capogruppo dell’Udc in Vigilanza, Roberto Rao, per il quale, “la presenza nel bouquet di Sky consente alla Rai di raggiungere moltissimi italiani che altrimenti non vedrebbero i suoi programmi”. Anche Mario Landolfi, ex Ministro delle Comunicazioni, chiarisce di “non auspicare una rottura totale”, pur non sottovalutando le questioni commerciali, “anche perché il duopolio è ormai un ricordo del passato e qualsiasi scelta tra due piattaforme concorrenti deve essere oggetto di attente riflessioni”.

Un altro punto sul quale il dibattito è particolarmente vivo è la maggiore attenzione per la qualità dei programmi. Immediatamente sono divampate le polemiche circa la possibilità che ciò si trasformi in una sorta di censura sui programmi di informazione, evenienza questa esclusa, sempre durante un’audizione in Vigilanza, da Calabrò, secondo cui non è previsto “alcun controllo di qualità sull’informazione”. Il problema della qualità dei programmi televisivi in generale, e di quelli del servizio pubblico in particolare, è comunque sentito da tutti. Se Rao plaude a iniziative che senza compromettere l’indipendenza della Rai tutelino la qualità e i minori, Landolfi vede il cuore della questione “nella carenza di sperimentazione per produrre programmi che attirino i giovani e nello scombussolamento dei palinsesti, un tempo un vero e proprio spartiacque per la tutela dei minori”.

Ma mentre Landolfi è convinto che “qualità non significhi corrispondenza politica”, Merlo si dice pronto alla battaglia in Vigilanza “se con la scusa della qualità, indispensabile elemento costitutivo del servizio pubblico, si dovesse cercare la normalizzazione della Rai”. Un aspetto particolare della qualità dei programmi riguarda poi la tutela dei minori. Per Francesco Soro, presidente del Corecom del Lazio e componente del Comitato Tv e Minori, “c’è l’esigenza di una riflessione culturale non solo sul ruolo della Rai, ma sull’attualità del «Codice di autoregolamentazione tv e minori». Occorre una riflessione a partire dai dati empirici, cioè dal consumo di tv da parte dei minori e dalle modalità dello stesso, per poi sviluppare un modello di qualità innovativo che tenga conto anche delle variabili produttive”. In altre parole, è inutile stabilire normative che poi vengono puntualmente disattese per inseguire lo share.

Fonte: Corriere delle Comunicazioni

Bollette gonfiate, restituiti 200mila euro ai consumatori di Roma e Lazio

May 24, 2009   //   by Francesco Soro   //   Media  //  No Comments

ROMA (24 maggio) – Duecentomila euro tornati nelle tasche dei consumatori di Roma e Lazio, in denaro contante o sotto forma di “storno” delle “bollette pazze” delle aziende telefoniche, solo nel mese di aprile.È il bilancio del mese di aprile dell’attività di conciliazione del Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) del Lazio, dallo scorso 27 ottobre presieduto da Francesco Soro. I contenziosi, molto frequenti, riguardano soprattutto tariffe non chiare, servizi attivati inavvertitamente e non richiesti (che pesano per centinaia di euro sulle bollette), condizioni contrattuali eccessivamente onerose. A volte si tratta di cifre considerevoli, altre di poche decine di euro, che difficilmente porterebbero un utente di una compagnia telefonica ad andare in giudizio contro una “bolletta gonfiata”.

Il Corecom è organo funzionale dell’Autorità garante delle comunicazioni e svolge attività consultiva per la Regione. Ma sua funzione più rilevante, per i cittadini, sono i tavoli di conciliazione con le aziende di telecomunicazione – telefonia fissa, mobile e internet – che consentono agli utenti di risolvere problemi di “bollette gonfiate” senza passare per le aule di tribunale. «Il confronto tra i primi 4 mesi del 2008 e quelli del 2009 rivela che abbiamo incrementato del 61,4 per cento il numero di udienze effettuate (2688 contro 1664) – spiega Soro – Inoltre è aumentata del 11 per cento la percentuale delle conciliazioni andate a buon fine, il tempo di attesa tra la data di presentazione dell’istanza e quello di svolgimento dell’udienza è quasi dimezzato, dai 12 mesi del dicembre 2008 ai 6-7 mesi di chi presenta oggi l’istanza». Con l’obiettivo, aggiunge il presidente del Corecom, di arrivare a quattro mesi entro novembre, allo scadere del primo anno di presidenza.

La velocizzazione delle procedure si snoda su vari fronti: «Dallo scorso 7 gennaio Abbiamo aumentato i tavoli di conciliazione da 3 a 5 – sottolinea Soro – A partire da luglio istituiremo le sezioni stralcio con il compito di smaltire il contenzioso pregresso». Ma come si attiva la procedura di conciliazione? La domanda (il cui modulo può essere scaricato dal sito web del comitato) deve essere inoltrata a Corecom Lazio, via Lucrezio Caro 67, 00193 Roma. Può essere recapitata a mano, tramite raccomandata con avviso di riscossione o via fax, al numero 06/3244426. L’istanza è gratuita e il verbale di conciliazione emesso dal Corecom è immediatamente esecutivo (fermo restando la possibilità di fare appello all’Autorità delle comunicazioni).

«L’utilizzo della conciliazione si sta incrementando molto negli ultimi anni – dice Soro – E abbiamo registrato con piacere un netto cambio di atteggiamento di Telecom, grazie anche alla nostra moral suasion, con un modello che adesso è molto più portato alla conciliazione. Esiste una criticità con il gruppo Vodafone che ha una gestione poco fluida della problematica delle riattivazioni immediate di linea». Secondo il presidente di Corecom, «l’utilizzo di questa procedura aumenterà ancora nei prossimi anni, quando sarà più conosciuto: la conciliazione permette di risparmiare tempo e soldi, potendo così rivalersi anche per danni economicamente non molto rilevanti».

Fonte: Il Messaggero

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Corecom Lazio: Bilancio di mandato 2008-2013

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fsorofsoro: Rendo merito a @rafbarberio: 4 anni fa mi consiglio' di puntare su cybersicurezza. Scelsi social tv e crossmediale. Aveva ragione anche lui.
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