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Next Tv.

Jul 1, 2012   //   by Francesco Soro   //   Blog, Politiche pubbliche  //  No Comments

Sono giorni intensi sul fronte di Next Tv, il sito di aggiornamento sul futuro della televisione che abbiamo lanciato con il Corecom due anni fa.

“Innovare significa far evolvere i progetti. Anche se non sembra ce ne sia bisogno. Anche se, evolvendo, il tuo ruolo rischia di diventare marginale”.

E’ qualche settimana che mi ripeto questa frase, sperando di completare in tempo utile l’opera di autoconvincimento. E già, perchè sono settimane che stiamo discutendo di mandare a vivere da solo Next Tv, il news-site quotidiani che abbiamo messo su qualche anno fa per aiutare a competere nel mercato del futuro chi lavora nell’ambito della televisione (e più in generale nel settore dell’audiovisivo).

Ma non appena finisco il ragionamento, e sembro maturo per l’opera di autoconvincimento, vengo catturato dal diavoletto dei numeri, che mi ricorda che Next Tv è un successo incredibile. Pensate, nei soli primi 6 mesi del 2012, 76.000 visitatori, per 178.000 visite, 853.000 pagine viste e oltre 4 milioni di accessi. Un’enormità per un sito nato per mostrare agli addetti ai lavori, soprattutto i più deboli, ‘in che direzione’ sta andando la televisione e ‘in cosa’ devono indirizzare i loro sforzi per avere successo e lavoro nel mercato che sarà.

Vabbè, sto divagando. Tutto questo per dire che in questi giorni, stiamo pensando di far crescere questa esperienza, condividendola con l’Università di Roma.  Vi tengo aggiornati.

Amazon, la Casa Bianca e Morozov.

Jun 22, 2012   //   by Francesco Soro   //   Blog  //  No Comments

Oggi il Corriere pubblica un appassionato intervento di Eugeny Morozov (@evgenymorozov) sui rischi insiti nell’accordo tra Amazon e la Casa Bianca.

Dopo essersi soffermato sui possibili vantaggi, Morozov indugia sui rischi di egemonia culturale che potrebbero derivare dalla malsana fusione tra giganti della rete e governo degli Stati Uniti.

Si chiede Morozov: “Google può davvero essere ritenuto neutrale se chiede aiuto alla National security agency, come è accaduto a seguito dell’attacco subito (presumibilmente da parte del governo cinese) nei primi mesi del 2010?

E ancora: “si può ancora pensare che Amazon sia libero quando alla fine del 2010, cedendo alle pressioni dei politici americani, ha eliminato dai suoi server i documenti caricati da Wikileaks – il più noto nemico pubblico del Dipartimento di Stato?

Ma rimanendo specificamente su Amazon, e sulla partnership appena stipulata, Morozov – fiorettando sulla differenza tra percepito e reale – si spinge oltre: “i politici stranieri che utilizzano Kindle per leggere una cosa qualsiasi dovrebbero pensarci bene: come fanno a sapere che il governo americano non stia nascostamente studiando le loro abitudini di lettura attraverso la nuvola informatica di Amazon? Quanto dovrà ancora avvicinarsi Amazon al governo degli Stati Uniti perché queste preoccupazioni divengano realtà?

A questo angosciante quadro, Morozov aggiunge il rischio di distorsione del mercato e, essendosi dichiarato in apertura ex cyberutopista, chiude auspicando un ripensamento, o quanto meno maggiore cautela, nell’applicazione della «Internet freedom agenda» americana.

Ecco, riconosciuto a Morozov di aver auto-denunciato il proprio cambiamento di posizione, credo che si debba (rectius: possa) indulgere ad una visione più pragmatica di internet, che (anche nelle intenzioni dei cyberutopisti o ex come Morozov) ha smesso di rappresentare un mondo parallelo ai limiti della perfezione per raggiungere il più complesso stadio di specchio integrato della società, di cui riflette in misura sempre crescente vizi e virtù.

Forse è per questo che non condivido molto le preoccupazioni di Morozov, tendendo piuttosto a credere nel buon funzionamento degli anticorpi della società, e della rete, che sapranno sviluppare alternative credibili in grado di affermarsi e di evitare gli effetti più deteriori che hanno angosciato il sonno di Morozov.

Vendita del patrimonio pubblico

Jun 15, 2012   //   by Francesco Soro   //   Blog  //  No Comments

Stupenda la vignetta di Giannelli di oggi sul Corriere

AgCom: siamo alle battute finali /3

Jun 5, 2012   //   by Francesco Soro   //   Blog  //  No Comments

Domani il voto delle Camere su AgCom. Il quadro è delineato, anche se il voto segreto lascia sino all’ultimo incerto l’esito del voto.

L’ANSA ha battuto da pochi minuti la notizia dell’accordo tra il Partito Democratico e Terzo polo sul nome del consigliere di Agcom condiviso tra le due forze politiche in vista del voto dell’Aula.

Così, ai nomi di Maurizio Decina, di Antonio Martusciello  e di Antonio Preto, si affianca quello di Francesco Posteraro, vice segretario generale della Camera (qui il cv disponibile on line), giurista con alto profilo istituzionale. Le competenze giuridiche e l’esperienza con la macchina pubblica, non è inutile rammentarlo, non sono requisiti banali in un’authority di regolazione.

La partita però non è definitivamente chiusa. L’ampio fronte trasversale che sostiene Stefano Quintarelli, ex direttore dell’area digital del Sole24Ore, protagonista della fortunata campagna #Quinta4President, fa infatti affidamento sul voto segreto per ribaltare il pronostico. Qualche speranza la nutre anche il prof. Antonio Sassano, super esperto di frequenze. Staremo a vedere.

Per il ruolo del Presidente, ma qui le Camere entrano soltanto in modo marginale, si parla insistentemente di Angelo Cardani.

In bocca al lupo ai vincitori.

** Update/2: non si ferma l’ondata di critiche alle nomine dei commissari AgCom. Qui Riccardo Luna, che si sofferma sul metodo. Qui Luca Sofri, che va giù in modo più duro. Qui, infine, Juan Carlos De Martin, che condivido nell’ispirazione di fondo e nell’uscita finale.  L’occasione di riscatto è subito: con la Rai.

** Update: mentre la Camera votava i componenti, da più parti si sono levate voci di protesta per le designazioni, in particolare per quelle di Decina e Posteraro. Leggi qui, qui e ancora qui. Sulla trasparenza, effettivamente, si poteva fare molto di più, ma non dobbiamo cedere alla tentazione dello sfascismo, trattando Decina e Posteraro alla stregua di persone prive di competenza. Non credo sarebbe giusto.

 

AgCom, rinvio per trasparenza

May 22, 2012   //   by Francesco Soro   //   Blog  //  No Comments

Oggi il Presidente della Camera ha disposto il rinvio della votazione sui primi due componenti di AgCom, chiedendo a deputati e gruppi parlamentari di presentare entro il 1 giugno 2012 le eventuali candidature corredate del relativo curriculum.

E’ un successo della Open Media Coalition, dello scatto di Quintarelli e di tutte le altre realtà, penso in particolare alla FNSI, a Key4biz e al Corriere delle Comunicazioni, che hanno chiesto da subito trasparenza.

Ma è soprattutto un successo per i cittadini, che possono contare su un metodo nuovo che assicura loro più competenza e più trasparenza in un’Autorità fondamentale per lo sviluppo del Paese. Una mossa win win direbbe il mio mai dimenticato amico Paolo.

Social Media Marketing: infografica

May 21, 2012   //   by Francesco Soro   //   Blog, ICT e innovazione  //  No Comments

 

In questo link, un’interessante infografica su quanto sia in verità *complessa* l’attività di social media marketing.

Basta il colpo d’occhio …

AgCom. Dopodomani in calendario alla Camera il rinnovo. Ecco le schede dei candidati più gettonati

May 21, 2012   //   by Francesco Soro   //   Blog  //  No Comments

Entra nel vivo il rinnovo di AgCom. Qui un link ad un pezzo di ricognizione e riassunto del Corriere delle Comunicazioni.

Nomine Agcom, meno due. Se il calendario della Camera rimane invariato, mercoledì 23, dopodomani, l’aula procederà all’elezione di due dei prossimi commissari dell’authority. Gli altri due verranno eletti dai senatori.

In realtà si tratta di un incipit turbolento. Mentre continuano a fioccare ipotesi di candidature  (l’ultima in ordine di arrivo è quella di Sergio Bellucci, ex Rifondazione Comunista, ora nel cda di Laitspa, società in house per l’informatica della Regione Lazio), e smentite (come quella del presidente della Corte costituzionale Alfonso Quaranta, presidente della Corte costituzionale) da più parti (partiti, associazioni), viene invocata una maggiore trasparenza e una ridiscussione delle procedure di elezione.

Chi sono i candidati a diventare commissario e presidente? Il Corriere delle Comunicazioni ha raccolto i loro curricula, venendo così incontro alle richieste di maggiore chiarezza sulle modalità di nomina. In pdf  le schede dei candidati (Sergio Bellucci, Deborah Bergamin, Angelo Marcello Cardani, Maurizio Dècina, Antonio Martusciello, Enzo Pontarollo, Stefano Quintarelli, Antonio Sassano, Roberto Viola, Luca Volonté).

Al di là del totonomine la nuova Agcom rischia in realtà di partire “zoppa”. Manca all’appello un pezzo dell’ingranaggio elettorale per cui le future due commissioni rischiano di nascere senza poteri. Tutte le operatività verrebbero delegate al terzo organo (il consiglio). Una “svista” imbarazzante per la prima authority nata sotto il governo Monti. Quello che manca nella costruzione della nuova Agcom è il meccanismo per poter distribuire i 4 commissari nelle 2 commissioni.

Il decreto “salva italia” ha ridotto a 4 i commissari Agcom, senza però intervenire sul meccanismo di elezione previsto nella legge istitutiva dell’Autorità; questo ha generato l’esigenza di un intervento correttivo per evitare il rischio-accaparramento di tutti e 4 i commissari da parte di un solo gruppo parlamentare di maggioranza relativa. In questo senso il senatore Zanda aveva presentato un emendamento che riordinava i criteri di elezione dei commissari direttamente verso il Consiglio e definiva le nuove modalità di designazione degli stessi commissari alle 2 commissioni. Quell’emendamento però non è passato, giudicato improponibile dal governo. Qualche settimana dopo è stato presentato un nuovo emendamento (in sede di conversione del decreto correttivo liberalizzazioni): questa volta accolto dal governo e dalla maggioranza al senato.

Ma fra le due versioni è rimasto un “buco”. Che riguarda, appunto,  il tema della composizione delle 2 commissioni: la parte dell’emendamento che lo regolava è stato eliminato per non incorrere nell’inammissibilità relativa ad emendamenti con contenuto ordinamentale. Il tema è stato quindi rinviato a dopo l’approvazione definitiva (avvenuta ieri alla Camera). Immediatamente la presidenza della Camera ha però varato il nuovo calendario settimanale con la previsione che mercoledì 23 maggio, alle ore 11, avranno luogo le votazioni per schede per l’elezione di un componente del Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa, di due componenti del Garante per la protezione dei dati personali e di due componenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Ma procedere all’elezione dei commissari Agcom senza aver definito per legge le procedure di attribuzione dei commissari alle due commissioni renderebbe incompleta la struttura degli organi dell’Autorità che può, in questa situazione, deliberare “solo” in forma consiliare. E non per una scelta politica. Ma per un combinato disposto.

In realtà una via d’uscita c’è, indicano gli esperti: il provvedimento adatto per introdurre il nuovo criterio di designazione dei commissari nelle due commissioni, o eventualmente disporre una mini-riforma per l’abolizione delle due commissioni, è il recepimento del Telecom Package, depositato in Commissione Trasporti della Camera per il parere.

R.C.

 

Agenda digitale. Il ruolo delle Regioni e le sfide del futuro.

May 21, 2012   //   by Francesco Soro   //   Blog, Media, Politiche pubbliche  //  No Comments

Oggi è uscita una mia intervista sul Corriere delle Comunicazioni sul ruolo che possono giocare le Regioni nelle sfide del futuro. Qui il link all’articolo originale.

Tra poco più di un mese il Governo Monti metterà nero su bianco le proposte per l’Agenda Digitale italiana. E’ un mese in cui si giocheranno partite decisive per il futuro digitale del Paese: dalla nuova AgCom all’asta per le frequenze, passando per la riforma della RAI. Per capire se questa cabina di regia messa insieme dal Ministro Corrado Passera si stia muovendo nella direzione giusta, abbiamo raccolto il punto di vista di chi, sul territorio, è da tempo alle prese con le sfide dell’innovazione. Ad occuparsene, presso le Regioni, sono i Corecom, le authority regionali per le comunicazioni, di cui Francesco Soro, Presidente del Corecom Lazio e già Presidente nazionale dei Corecom.

Presidente, qual è concretamente l’apporto che le Regioni oggi possono dare?

La classe politica del nostro Paese sembra aver fatto finalmente propria l’idea per cui le reti di nuova generazione sono uno dei fattori fondamentali della crescita e della competitività del Paese. Ora è essenziale la sinergia fra i diversi livelli di governo per trasformare le leggi in efficaci politiche per il territorio. In questa prospettiva, le Regioni possono essere chiamate a svolgere un’importante funzione di promozione e attuazione delle strategie di sviluppo del governo. In particolare rispetto alla banda larga, come dimostra la positiva esperienza della Lombardia.

Banda larga. E’ questo un tema centrale all’interno della Cabina di Regia per l’Agenda Digitale. La direzione la convince? Come si dovrebbe procedere?

Certamente. Quando è cominciata la partita della rivoluzione digitale abbiamo perso il calcio d’inizio e ora dobbiamo correre per raggiungere gli altri. Questo vuol dire investire nei cosiddetti interventi “enabler”, senza i quali ci ritroveremmo alla guida di una Ferrari con il motore di una Cinquecento. La banda larga è, senza dubbio, un enabler. Parallelamente, è necessario avviare quanto prima i lavori su altre linee di intervento come open data e start-up o, perché no, immaginare una “no tax area” per l’innovazione. Diversamente, inseguiremo gli altri per sempre.

Non inseguire vuol dire puntare anche sui propri vantaggi competitivi. Secondo lei quali sono quelli su cui dovrebbe puntare l’Italia?

La creatività è, da sempre, un nostro asset vincente, quindi abbiamo il dovere di scommettere su chi è in grado di creare e innovare. Penso soprattutto ai giovani, ai talenti imprenditoriali, agli start-upper. Questo deve tradursi in interventi, concreti e tangibili, rivolti a chi sa fare di un’idea un’impresa affinché l’infrastruttura possa essere popolata da contenuti. Ma vuol dire anche mettere a sistema investitori e creativi, università e imprese.

Sui contenuti si gioca la partita del futuro. Il suo Corecom ha investito molto in questa direzione. Penso ad esempio al progetto Next TV.  

I contenuti sono la chiave per interpretare il futuro. E la televisione è un esempio lampante della forza dei contenuti. Next Tv ha successo perché copre un vuoto. È un news-site di aggiornamento su trend e opportunità della tv del futuro, che nasce dall’esigenza di fornire ai giovani e agli operatori del settore le chiavi per interpretare le complesse evoluzioni del mercato, indirizzandoli verso i nuovi modelli di business dell’era della convergenza cross-mediale.

Anche la crossmedialità è un tema da Agenda Digitale?

Trasversalmente lo è. Un tema che richiede una strategia e una vision condivise e su cui rischiamo di rimanere irreversibilmente indietro. Abbiamo detto della banda larga, ora dobbiamo fare dei decisi passi in avanti nella direzione della net-neutrality, com’è scritto a chiare lettere nell’Agenda Digitale europea, e soprattutto regolamentare in modo equilibrato il diritto d’autore, spiegando agli ultras delle due fazioni, quella del ‘tutto è di tutti’ e quella del ‘mio è solo mio’, che non si può prescindere da una soluzione che contemperi ambedue gli interessi. Non si può d’altronde immaginare né una rete a libertà limitata, né l’idea che chi fa investimenti possa rimanere in balia di rapaci e parassiti del web.

Dunque, se tutto viaggerà su internet, perché quest’attenzione esasperata al beauty contest e all’asta per le frequenze tv?

Anzitutto, vorrei scindere la parola frequenze dalla parola televisive. Come ci ha ripetutamente ricordato il Presidente Calabrò, l’etere è a rischio saturazione e si rende pertanto necessaria una rivisitazione dello spettro frequenziale che tenga presente, da un lato, i legittimi interessi dell’industria televisiva e delle telco e, dall’altro, l’interesse pubblico all’uso efficiente e razionale dello spettro. In questa direzione si è espressa anche la Conferenza WRC-12 di Ginevra, nell’affrontare l’argomento del “secondo dividendo digitale”. Al netto degli aspetti politici del dibattito, tutto questo dovrebbe portare ad un riassetto organico del sistema, che distingua tra chi investe, crea occupazione e va nella direzione della convergenza cross-mediale e chi, invece, vive alla giornata occupando spazio frequenziale.

Why just watch when you can feel?

May 18, 2012   //   by Francesco Soro   //   Blog, TV & Media  //  No Comments

“Why just watch when you can feel?”

E’ lo slogan con cui Paul Lee, Entertainment Group President di ABC, ha cercato di riassumere, durante gli Upfronts, la social-strategy del Gruppo.

In Italia – fatta eccezione per qualche caso isolato (Agorà su RAI3, Piazzapulita su La7, L’Ultima parola su RAI2) – siamo ancora un poco indietro. Non si capisce perchè, pur sapendo da tempo che il terreno della sfida si va spostando sull’ “emotional connection”, i network italiani siano così poco attratti dalle potenzialità dei social media.

 

L’impatto della tracciabilità dei pagamenti sul settore turistico

Mar 20, 2012   //   by Francesco Soro   //   Blog, Pubblicazioni  //  No Comments

Articolo pubblicato su Techeconomy il 19/3/2012

Di recente abbiamo proceduto ad un’analisi delle opportunità apportate al settore del  dalle innovazioni legate al web 2.0 evidenziando come, senza un’opportuna ricognizione degli strumenti a disposizione, raccogliere la sfida del rilancio economico passando per il settore del turismo sarà davvero difficile.

È per ragioni opposte che oggi torniamo ad affrontare il tema, dichiarando da subito che andremo controcorrente, anche rispetto ai nostri pensieri iniziali.

Com’è noto, il D.lgs. 6 dicembre 2011, n. 201 – meglio noto come “manovra Monti” – ha introdotto novità in ordine alla tracciabilità dei pagamenti il cui contenuto è noto ai più ma le cui conseguenze sull’economia reale si stanno palesando solo con il passare delle settimane, suscitando qualche riflessione.

Il dispositivo cui ci riferiamo è quello contenuto nell’art. 12 del decreto, che fa divieto di acquistare merce o pagare tramite denaro contante servizi di valore superiore ad euro 1.000.

Per settimane, le polemiche legate al conseguente obbligo per i pensionati di aprire un conto corrente hanno avuto risalto costante tramite notiziari e stampa quotidiana, nessuno, però, aveva immaginato che i primi a risentire di tale limitazione sarebbero stati gli addetti ai lavori dell’industry alberghiera.

Attualmente il settore del turismo, in calo sul fronte della domanda interna, vive un momento di crescita – del 3%, per l’esattezza – grazie ai visitatori esteri. Sebbene si registri un incremento del numero di visitatori provenienti dagli Stati Uniti, la cui domanda si attesta sul 4% del totale, è un dato incontestato che l’Italia debba rivolgere la propria attenzione anche, e soprattutto, su altri paesi, adeguando la propria offerta in modo da incrociare i flussi prevalenti e le preferenze dei nuovi mercati.

Oggi, infatti, sono le popolazioni provenienti dai cosiddetti Paesi emergenti  (Brasile, Russia, India e Cina), con una popolazione complessiva che supera il 40% di quella mondiale, a rappresentare un target imprescindibile per un mercato che voglia definirsi leader nell’ambito del turismo: secondo i più recenti dati resi noti dall’Istat, le presenze in Italia di turisti provenienti dalla Cina nel 2010 sono state oltre 1 milione e mezzo, in salita del 20% rispetto all’anno precedente, mentre le presenze di turisti russi sono state oltre 4 milioni e 200 mila, in crescita del 22% rispetto al 2009. Secondo lo stesso Ministro Piero Gnudi, intervistato dal Sole24Ore, peraltro, «a quota di mercato costante, i flussi possono portare il contributo del settore al PIL italiano dall’attuale 13%, al 18% nel 2020, con la creazione di circa 1,6 milioni di posti di lavoro».

Date tali premesse, riteniamo, dunque, doveroso tentare di chiarire gli aspetti fondamentali del nesso tra manovra Monti, crescita del turismo e tecnologia.

Secondo l’International Trade Organization, nonostante i tassi di crescita economica galoppanti, il livello di adozione degli strumenti di pagamento elettronico nei Paesi BRIC è inferiore a quello di molte altre Nazioni, incluse alcune del continente africano. Se negli Stati Uniti in media ogni abitante possiede 2.5 carte di credito o bancomat, in Giappone 1.7 e nel Regno Unito 1.4, in Cina ne esistono solo 0.03 pro capite e in India e in Russia lo 0.02. Questo vale a dire, in altri termini, che la soglia di 1000 euro per l’utilizzo del contante, introdotta dalla manovra Monti, rischia di rappresentare un elemento respingente proprio per i turisti che ci proponiamo di intercettare, quelli provenienti dai Paesi con maggiore crescita economica.

Un fattore a-competitivo, insomma, che davvero non possiamo permetterci. Occorre pertanto individuare soluzioni normative che, da un lato, consentano agli operatori turistici italiani di poter diversificare il trattamento nei confronti dei visitatori provenienti dai Paesi con scarsa o nulla propensione all’uso degli strumenti elettronici di pagamento e, dall’altro, consentano di temere ferma la ratio del provvedimento, dunque la sua finalità anti evasione. Si potrebbe, ma è solo uno degli esempi possibili, vincolare la struttura turistica a versare, entro il giorno lavorativo successivo, le somme ricevute in contanti sul proprio conto corrente.

Un ripensamento del Governo sull’abbassamento della soglia dei mille euro per il settore alberghiero, insomma, potrebbe rendersi davvero necessario. In mancanza di un intervento, infatti, gli imprenditori potrebbero reagire con pratiche elusive della legge per permettere a chi non possiede una carta di credito – cinesi e russi in primis – di pagare in contanti.

Non solo. Nel peggiore dei casi le nuove limitazioni introdotte potrebbero finire per soffocare un proficuo segmento di mercato.

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Corecom Lazio: Bilancio di mandato 2008-2013

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fsorofsoro: Rendo merito a @rafbarberio: 4 anni fa mi consiglio' di puntare su cybersicurezza. Scelsi social tv e crossmediale. Aveva ragione anche lui.
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fsorofsoro: @lcolda credo abbia fatto suo il progetto di @PaoloGentiloni / @ignaziomarino
49 months ago
fsorofsoro: La tv pubblica olandese lancia un servizio streaming in diretta TV e radio, offrendo l'intero bouquet di canali over-the-top su piu' devices
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fsorofsoro: @marcoregni: a dir poco "geniali" :), ma per quel poco che l'ho incrociata si é sempre occupata di quei temi / @IsabellaRauti
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