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Next Tv.

Jul 1, 2012   //   by Francesco Soro   //   Blog, Politiche pubbliche  //  No Comments

Sono giorni intensi sul fronte di Next Tv, il sito di aggiornamento sul futuro della televisione che abbiamo lanciato con il Corecom due anni fa.

“Innovare significa far evolvere i progetti. Anche se non sembra ce ne sia bisogno. Anche se, evolvendo, il tuo ruolo rischia di diventare marginale”.

E’ qualche settimana che mi ripeto questa frase, sperando di completare in tempo utile l’opera di autoconvincimento. E già, perchè sono settimane che stiamo discutendo di mandare a vivere da solo Next Tv, il news-site quotidiani che abbiamo messo su qualche anno fa per aiutare a competere nel mercato del futuro chi lavora nell’ambito della televisione (e più in generale nel settore dell’audiovisivo).

Ma non appena finisco il ragionamento, e sembro maturo per l’opera di autoconvincimento, vengo catturato dal diavoletto dei numeri, che mi ricorda che Next Tv è un successo incredibile. Pensate, nei soli primi 6 mesi del 2012, 76.000 visitatori, per 178.000 visite, 853.000 pagine viste e oltre 4 milioni di accessi. Un’enormità per un sito nato per mostrare agli addetti ai lavori, soprattutto i più deboli, ‘in che direzione’ sta andando la televisione e ‘in cosa’ devono indirizzare i loro sforzi per avere successo e lavoro nel mercato che sarà.

Vabbè, sto divagando. Tutto questo per dire che in questi giorni, stiamo pensando di far crescere questa esperienza, condividendola con l’Università di Roma.  Vi tengo aggiornati.

AgCom e competenze femminili.

May 24, 2012   //   by Francesco Soro   //   ICT e innovazione, Politiche pubbliche  //  No Comments

Continua l’operazione trasparenza. E’ la volta del movimento #donnagcom che mira a portare in AgCom anche le competenze e le esperienze al femminile. Qui il link orginale.

Agcom: su Fb gruppo pro ‘quote rosa’

Altra iniziativa Rete dopo candidatura informatico Quintarelli

(ANSA) – ROMA, 24 MAG – Nei giorni del toto-nomine all’Agcom – la votazione e’ prevista il 6 giugno – in cui e’ spuntato anche un candidato appoggiato dalla Rete, l’informatico Stefano Quintarelli, nasce su Facebook il gruppo per le quote rosa nell’Autorita’. ‘Quote rosa in Agcom’ in poche ore ha gia’ raccolto oltre 900 aderenti, quasi tutti esperti del settore e utenti interessati, ed e’ stato lanciato l’hashtag su Twitter #donnagcom. I cv delle candidate sono raccolti in una mail dedicata: agcom@key4biz.it.

Agenda digitale. Il ruolo delle Regioni e le sfide del futuro.

May 21, 2012   //   by Francesco Soro   //   Blog, Media, Politiche pubbliche  //  No Comments

Oggi è uscita una mia intervista sul Corriere delle Comunicazioni sul ruolo che possono giocare le Regioni nelle sfide del futuro. Qui il link all’articolo originale.

Tra poco più di un mese il Governo Monti metterà nero su bianco le proposte per l’Agenda Digitale italiana. E’ un mese in cui si giocheranno partite decisive per il futuro digitale del Paese: dalla nuova AgCom all’asta per le frequenze, passando per la riforma della RAI. Per capire se questa cabina di regia messa insieme dal Ministro Corrado Passera si stia muovendo nella direzione giusta, abbiamo raccolto il punto di vista di chi, sul territorio, è da tempo alle prese con le sfide dell’innovazione. Ad occuparsene, presso le Regioni, sono i Corecom, le authority regionali per le comunicazioni, di cui Francesco Soro, Presidente del Corecom Lazio e già Presidente nazionale dei Corecom.

Presidente, qual è concretamente l’apporto che le Regioni oggi possono dare?

La classe politica del nostro Paese sembra aver fatto finalmente propria l’idea per cui le reti di nuova generazione sono uno dei fattori fondamentali della crescita e della competitività del Paese. Ora è essenziale la sinergia fra i diversi livelli di governo per trasformare le leggi in efficaci politiche per il territorio. In questa prospettiva, le Regioni possono essere chiamate a svolgere un’importante funzione di promozione e attuazione delle strategie di sviluppo del governo. In particolare rispetto alla banda larga, come dimostra la positiva esperienza della Lombardia.

Banda larga. E’ questo un tema centrale all’interno della Cabina di Regia per l’Agenda Digitale. La direzione la convince? Come si dovrebbe procedere?

Certamente. Quando è cominciata la partita della rivoluzione digitale abbiamo perso il calcio d’inizio e ora dobbiamo correre per raggiungere gli altri. Questo vuol dire investire nei cosiddetti interventi “enabler”, senza i quali ci ritroveremmo alla guida di una Ferrari con il motore di una Cinquecento. La banda larga è, senza dubbio, un enabler. Parallelamente, è necessario avviare quanto prima i lavori su altre linee di intervento come open data e start-up o, perché no, immaginare una “no tax area” per l’innovazione. Diversamente, inseguiremo gli altri per sempre.

Non inseguire vuol dire puntare anche sui propri vantaggi competitivi. Secondo lei quali sono quelli su cui dovrebbe puntare l’Italia?

La creatività è, da sempre, un nostro asset vincente, quindi abbiamo il dovere di scommettere su chi è in grado di creare e innovare. Penso soprattutto ai giovani, ai talenti imprenditoriali, agli start-upper. Questo deve tradursi in interventi, concreti e tangibili, rivolti a chi sa fare di un’idea un’impresa affinché l’infrastruttura possa essere popolata da contenuti. Ma vuol dire anche mettere a sistema investitori e creativi, università e imprese.

Sui contenuti si gioca la partita del futuro. Il suo Corecom ha investito molto in questa direzione. Penso ad esempio al progetto Next TV.  

I contenuti sono la chiave per interpretare il futuro. E la televisione è un esempio lampante della forza dei contenuti. Next Tv ha successo perché copre un vuoto. È un news-site di aggiornamento su trend e opportunità della tv del futuro, che nasce dall’esigenza di fornire ai giovani e agli operatori del settore le chiavi per interpretare le complesse evoluzioni del mercato, indirizzandoli verso i nuovi modelli di business dell’era della convergenza cross-mediale.

Anche la crossmedialità è un tema da Agenda Digitale?

Trasversalmente lo è. Un tema che richiede una strategia e una vision condivise e su cui rischiamo di rimanere irreversibilmente indietro. Abbiamo detto della banda larga, ora dobbiamo fare dei decisi passi in avanti nella direzione della net-neutrality, com’è scritto a chiare lettere nell’Agenda Digitale europea, e soprattutto regolamentare in modo equilibrato il diritto d’autore, spiegando agli ultras delle due fazioni, quella del ‘tutto è di tutti’ e quella del ‘mio è solo mio’, che non si può prescindere da una soluzione che contemperi ambedue gli interessi. Non si può d’altronde immaginare né una rete a libertà limitata, né l’idea che chi fa investimenti possa rimanere in balia di rapaci e parassiti del web.

Dunque, se tutto viaggerà su internet, perché quest’attenzione esasperata al beauty contest e all’asta per le frequenze tv?

Anzitutto, vorrei scindere la parola frequenze dalla parola televisive. Come ci ha ripetutamente ricordato il Presidente Calabrò, l’etere è a rischio saturazione e si rende pertanto necessaria una rivisitazione dello spettro frequenziale che tenga presente, da un lato, i legittimi interessi dell’industria televisiva e delle telco e, dall’altro, l’interesse pubblico all’uso efficiente e razionale dello spettro. In questa direzione si è espressa anche la Conferenza WRC-12 di Ginevra, nell’affrontare l’argomento del “secondo dividendo digitale”. Al netto degli aspetti politici del dibattito, tutto questo dovrebbe portare ad un riassetto organico del sistema, che distingua tra chi investe, crea occupazione e va nella direzione della convergenza cross-mediale e chi, invece, vive alla giornata occupando spazio frequenziale.

Agenda Digitale Europea: la Commissione Europea si prepara a rivederla e correggerla… con l’aiuto della rete

Apr 19, 2012   //   by Francesco Soro   //   Politiche pubbliche  //  No Comments

La Vice-Presidente Neelie Kroes, eesponsabile dell’Agenda Digitale per l’Europa, oggi ha lanciato una nuova piattaforma di consultazione pubblica online per raccogliere i suggerimenti e le opinioni di utenti ed esperti nel settore in vista della Seconda Assemblea dell’Agenda Digitale che si terrà a Bruxelles dal 21 al 22 giugno 2012.

Qui il post sul suo blog personale.

I don’t think we could make the Digital Agenda succeed without the active involvement of all those people who are out there and interested in making it happen – stakeholders and citizens. To get them together, last year we held the first ever Digital Agenda Assembly: which I found very refreshing, with lots of participation and lots of ideas.

Un esempio da imitare?

Gov.uk: un sito del governo per domarli tutti

Feb 1, 2012   //   by Francesco Soro   //   Politiche pubbliche  //  No Comments

Il Financial Times annuncia il lancio da parte del governo inglese di un nuovo sito – una sorta di sportello unico online al cittadino. Un luogo virtuale che

Il sito (udite, udite!) è stato sviluppato in house dal Government Digital Service del Cabinet Office ed è costato 1.7 milioni di sterline che, sebbene possano sembrare una cifra esorbitante, sono nulla in confronto ai 45 milioni di euro sborsati dal governo italiano per Italia.it.

Il sito è attualmente in versione beta, in fase di sperimentazione, ma se tutto dovesse andare bene sostituirà Direct.gov.uk – lanciato nel 2004 e già esempio precursore di ‘one stop shop’ digitale della pubblica amministrazione.

Qual è dunque la differenza fra i due portali? Gov.uk è più semplice, più chiaro, più veloce. E più intuitivo.

Se

The “simpler, clearer, faster” site has been designed with search engines and smartphones in mind. Early testing on 2,000 people by civil servants cut by a third the time it took people to find information or complete a task. In some cases, dozens of pages have been whittled down to a multiple-choice process to guide users to their particular destination.

Non mi stupisco pensando che dal 2004 ad oggi nessuno sia riuscito a battere il governo inglese. Del resto il Government Digital Service (GDS) impiega un gruppo di lavoro di giovani geek, fra cui anche ragazzi che hanno rifiutato offerte di lavoro presso Google o altre grandi (ambitissime) aziende. Lo stesso direttore del GDS, Mike Bracken, in precedenza ha ricoperto il ruolo di “tecnologo” per Guardian e MySociety 

“We believe in some places, instead of looking for savings of 20 to 30 per cent in what we spend at the moment, we will be looking at providing the service better for 20 to 30 per cent of the cost,” Mr Maude said, while adding: “Giving a better service to the public is the first driver.”

Smart cities: stiamo imparando a fare la raccolta differenziata, ma cosa sappiamo su dove vanno a finire i rifiuti?

Mar 14, 2011   //   by Francesco Soro   //   Politiche pubbliche  //  No Comments

Il Senseable Cities lab diretto da Carlo Ratti al MIT di Boston ne ha prodotti di progetti interessanti sulle smart cities, ma questo è forse quello che più di tutti mi affascina: il potenziale che c’è in questa idea è infinito, come i rifiuti che produciamo ogni giorno..

Carlo Ratti (Torino, 7 gennaio 1971) è un architetto e ingegnere italiano.
È partner di uno studio con sede a Torino e insegna al Massachusetts Institute of Technology, dove dirige il MIT Senseable City Lab, da lui fondato nel 2004.

 

 

 

Corecom Lazio: Bilancio di mandato 2008-2013

Il progetto Next-TV

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Le mie conversazioni su Twitter

fsorofsoro: Rendo merito a @rafbarberio: 4 anni fa mi consiglio' di puntare su cybersicurezza. Scelsi social tv e crossmediale. Aveva ragione anche lui.
55 months ago
fsorofsoro: @lcolda credo abbia fatto suo il progetto di @PaoloGentiloni / @ignaziomarino
55 months ago
fsorofsoro: La tv pubblica olandese lancia un servizio streaming in diretta TV e radio, offrendo l'intero bouquet di canali over-the-top su piu' devices
55 months ago
fsorofsoro: @marcoregni: a dir poco "geniali" :), ma per quel poco che l'ho incrociata si é sempre occupata di quei temi / @IsabellaRauti
55 months ago